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Biografia

Dario Carmentano (Matera, 1960)

Si è formato come incisore presso la Grafica di via Sette Dolori. 

Nel 1990 fonda l’Associazione Culturale ARTErìa. Nel 1999 fonda FARO Coordinamento Associazioni per l’Arte, che produrrà una serie di eventi ed incontri tra artisti ed associazioni culturali del Sud Italia. Nel 1999, conosce i fautori di ORESTE, il collettivo di artisti relazionali con cui collaborerà alla organizzazione di ORESTE 2 Programma di residenza per artisti e curatori. Dal 2010 organizza RUPEXTRE progetto di residenze giunto alla IV edizione.
La sua ricerca è incentrata sui simboli ad alto valore antropologico, su icone sacre, oggetti di culto ma anche su parole e parolacce di forte impatto socioculturale, a riprova di un’analisi minuziosa della devozione collettiva e del rito sociale, della cultura popolare e dei suoi risvolti più veritieri. 

L’artista guarda al valore risanato e primordiale dei simboli, al ragionamento sulle radici fonetiche e culturali di una frase, al cuore di tante icone che spesso non percepiamo nella loro integrità originaria. Per farlo usa un atteggiamento ironico e dissacrante, ribaltando le ovvietà popolari (e spesso populiste) con senso umanistico, rispetto dei modus e sintetica calibratura visiva. Gli stessi linguaggi, un mescolamento mai dogmatico di manualismi e tecnologie semplificate, confermano la forza morale di un viaggio che attraversa il tempo storico senza alcuna paura del dubbio.

 

 

 

Dario Carmentano (Matera, 1960)

 

Dario Carmentano was trained as an etcher at the Graphic Arts Studio of via Sette Dolori in Matera.

In 1990 he founded the Cultural Association ARTErìa. In 1999 he founded FARO Coordinating Associations for Art, which would go on to produce a series of events and meetings amongst artists and cultural associations in Southern Italy. In 1999, he met the promoters of ORESTE, the collective of relational artists with whom he would collaborate to create the organization of ORESTE 2, a residential Program for artists and curators.

His research is focussed on symbols of high anthropologic value, on sacred icons, objects of worship but also on words and swear-words of strong socio-cultural impact, as proof of meticulous analysis of collective devotion and social rituals, of popular culture and its most truthful aspects. 

The artist looks to the most restored and primordial of symbols, to the reasoning of phonetic and cultural roots of a phrase, to the heart of many icons that we often don’t perceive in their original integrity. To do this, he uses irony and desecration, upsetting popular (and often populist) clichés humanistically, with respect to modus and concise visual caliber.

The same languages confirm the moral strength of a trip that moves through our lifetime without any fear of doubt, a mixture that is filled with simplified technology and manualisms, yet without ever being overly dogmatic.